Nei gruppi di coaching/autocoscienza/meditazione ho parlato, spiegando cosa fosse il 3° chakra( argomento poliedrico) della nostra guida principale che funge da nostra forza primaria.

LA RESPONSABILITA’, la medicina del puma.

Essere abili nel darsi risposte, con obbiettività con amore verso la situazione che si vive, sapendo che la stiamo vivendo esattamente per imparare qualcosa. L’impatto emotivo è quella struttura di legame indissolubile a volte. Restiamo permeabili sotto la pioggia del dolore creatosi da memorie e stratificazioni di sofferenza. Accusiamo l’altro, gli altri..siamo le vittime di un dolore acuto interiore, esteriore, che non ci permette di vedere, di sentire, ci separa dall’amore che è in ogni dove.

A questo punto il carnefice è colui che non si prende la responsabilità di ciò che fa all’altro e la vittima è colei che non si prende la responsabilità di se stessa.

Quando osserviamo che la stessa situazione si ripete, anche a distanza di anni, allora ciò che abbiamo vissuto prima non ci ha insegnato molto.

E’ chiaro che quando discutiamo a mente fredda, quando siamo abili illustratori di ciò che dovrebbe essere e non essere, ci rendiamo confezionati ed inattaccabili dalle disperazioni.

Poi il dolore è uguale per tutti. Il dolore emotivo più grande è quello determinato da una morte. Non occorre che un caro passi a miglior vita per percepire l’odore della morte. Basta una separazione, un addio, un abbandono.

Dietro ogni dolore esiste il velo della morte. Esiste l’ignoranza della morte. Esiste l’incapacità di restare collegati alla fonte della vita. L’amore, il reale amore che si prova, non potrà mai esaurirsi o finire, ma potrà scorrere su altri binari, possa essere anche una stella a nutrirsi di esso.

Nella dimensione terrena, qui, nel terzo piano di esistenza, demonizziamo la mente ( perché mente). Quante volte ho sentito dire questa frase. Non è vero che mente!!! La tua mente  ti protegge facendoti esitare, manifestando dubbi e paure per preservare la tua vita. La mente non si deve escludere, la si deve accomodare, accogliere,ascoltare..rassicurare. Come? Con la responsabilità. La mente è un trampolino da dove si fa un salto per coniugarla al cuore. Cuore? Cos’è il cuore? Il cuore è la potenzialità d’amore che comprende  la capacità di essere compassionevoli, la vibrazione nel saper dare chi siamo noi e nel ricevere attraverso il filtro di chi siamo sempre, quello che arriva da fuori di noi.

C’è ancora sì un dentro e un fuori, un alto e un basso..un dare e un ricevere..c’è movimento..

Responsabilità significa prendere atto che vibriamo della stessa energia che crea tutto il resto.

Responsabilità significa attutire la nostra ansia dell’abbandono, del rifiuto..Attutire? come si fa? Viverlo fino in fondo.

Se ci si sente abbandonati stiamo consegnando le chiavi del nostro cuore a qualcuno che abbiamo determinato più importante di noi. Come possiamo permettere tutto questo? Come scordarci che una persona che ci abbandona ci faccia perdere il nostro valore? La vita dipende da quel gesto o quella persona? Che sia genitore, compagno, fratello, amico..Cosa significa essere abbandonati? Dimenticati? Lasciati da soli? Magari non avendo la capacità di farcela da soli in quel momento..

Tutto ci rimanda alla fonte. La responsabilità nostra è quella di restare centrati alla coscienza, alla comprensione che in sé nulla esiste che ci possa ferire tanto, arrivati a questo punto.

E se esistesse attraversiamo questo dolore infinito come se tutto stesse finendo, anche noi. La sorpresa sarà che il dolore cesserà di sbattere alle tue porte, e tu invece di essere finito, lasciato, invece di sentirti senza valore, senza considerazione…sarai appena iniziato..sarai te stesso a vederti in una grassa e grossa risata. Tu non pretenderai più che gli altri ti vedano, ti ricordino, ti vogliano, sarai te stesso a farlo.

Solo così vedrai ancora sorrisi per te..mani raggiungerti..qualsiasi.

Francy

Categorie: Counseling

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