Quanti maltrattamenti ha subito la relazione di coppia! Le nostre convinzioni indiscutibili e le nostre profonde ferite, ci portano a fare passi falsi nel relazionarci, esattamente per incapacità di gestire le emozioni, per un’iniziale mancanza di conoscenza l’uno dell’altra o ancora perché proprio non si sa come amare o ad ascoltare o a rispettare l’altro/a. Possiamo essere invadenti o troppo distaccati. Possiamo pensare troppo a noi stessi e trascurare il partner. Pretendiamo di far sesso ma non si riesce a fare l’amore, ad amare il profumo della pelle, un gesto, un modo di fare. Non sappiamo creare avventure insieme e condividere degli spazi di immenso e coinvolgente piacere. E non sappiamo stare distanti.

“Se da solo so stare bene, so badare a me stesso e tu lo stesso, allora insieme saremo qualcosa di speciale” Questo significa essere indipendenti professionalmente, economicamente, significa saper stare da soli e magari sentirne il bisogno, significa desiderare i propri spazi e desiderare a contribuire alla realizzazione di ciò che l’altro desidera, in un suo progetto, anche se non siamo inclusi. Significa che possiamo avere bisogno, che possiamo chiederci aiuto, che possiamo chiederci sostegno, ma che sappiamo infine che tutto dipenderà da noi. Significa creare una “dimensione noi” sigillata dalla nostra complicità, dove anche solo uno sguardo ci fa capire che ci siamo intesi. Significa confidarsi, significa mostrare forza e fragilità quando serve, significa avere braccia pronte per accogliere e forti nel sorreggere. Significa stimarsi.

Spesso non sappiamo nemmeno come mantenere una relazione, accusiamo l’altro di trascuratezze, di indecisioni o di mancanze, quando noi risultiamo vittime di una situazione già distorta da tempo.

Accade anche che tutto avviene sotto i nostri occhi e non ce ne accorgiamo. Procediamo nelle nostre vite con una quotidianità che ci ha spinti oltre alla nostra natura. E mentre siamo zitti, sordi e ciechi, proprio la vita deciderà per noi se non prendiamo una posizione. Sì, succede proprio questo. Vivere, condividere la propria esistenza è un atto sacro, è entrare nella vita di un altro e permettere a questo di stare nella nostra intimità, nei piedi che si scaldano sotto le coperte, in mani accarezzate mentre uno guida e l’altro guarda il panorama, nella commozione di un film alla tv, in passeggiate lunghe, in ferie programmate. In feroci litigate e passionale pace a letto.In preoccupazioni economiche e investimenti per quella famosa vecchiaia che ci troverà insieme seduti su una panchina, chissà dove” ( forse)

” Che cosa vuoi tu da una relazione?”

” Che cos’hai da offrire?”

” Ciò che offri è stato chiesto? E’ utile all’altro? Può appesantirlo?”

” Hai mai mentito anche tu?”

” Sei mai mancato in qualche modo?”

” Hai mai preteso qualcosa che l’altro non aveva il compito di darti?Non era sua responsabilità?”

“Come ti prendi cura della tua relazione?”

” E se ti ha tradito, cos’hai fatto tu perché questo avvenisse?”

” E se temi che possa tradirti, perché lo temi tanto, se ti ama?” ( Sai cos’è l’amore e l’indipendenza affettiva?)

” Dipendi dal tuo partner?”

“Deleghi al tuo partner la responsabilità di essere felice ed in equilibrio?”

” E se ti ha abbandonato, cosa non avei capito?”

” Cosa fai per essere amato?”

” Quando dai, lo fai per la gioia di dare o perché vuoi sentirti riconosciuto,necessario e pretendi qualcosa in cambio?”

” Conosci le regole della coppia del tuo partner? Sono uguali alle tue?”

” Sai cosa sono le regole della coppia? E i valori in comune?”

” Sai rispettare la libertà sacra dell’altro? O vuoi avere controllo su qualsiasi situazione?”

Amare un’altra persona è un’arte, è un atto di profondo rispetto della vita e conoscenza di se stessi. E’ un permesso che si dà, è un’unione profonda.

E’ una messa in discussione ogni giorno, è imparare ad essere onesti.

Francesca Pegozzo

Categorie: Counseling

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