Oggi la mia attenzione si sposta su chi li chiama  ” famigli” ( non familiari), rispettando probabilmente e giustamente dei ruoli, ma c’è di più.

Nelle giornate frenetiche, nelle problematiche, nei cedimenti che vivo la sera seduta in divano, mentre rifletto a ciò che è la mia vita e a ciò che non è, arriva lui.

Quando sento anch’io delle sofferenze, quando ho paura ed enormi dubbi se sto facendo le cose giuste nella mia vita, ecco lui: Lucky, il mio cagnolino. Il mio cagnolino meraviglioso.

E’ spesso viziato, richiama l’attenzione come fosse spavaldo, come fosse un gioco di resistenza mentre mi mostra la sua pretesa di attenzioni.

Poi mi guarda quando sono seduta lì, pensante, e scatta dalla sua posizione più comoda si tira su e non esita mai ad invadermi per leccarmi le mani, il viso e se fosse anche le lacrime,per togliermele dal viso finché non smetto.

Non sa cosa io possa pensare, ma lo sente.

Fossimo come loro, come gli animali!

Lucky non sa cosa accade nella mia intima vita ma lo sente forte e chiaro.

Dal pelosone invadente, scherzoso pretenzioso, si trasforma in un angelo che sente.

Quello che sa fare è starmi accanto, è consolarmi, senza che io gli debba spiegare o chiedere qualcosa.

Tutte le persone che hanno un animale nella loro casa, che sia gatto, cane, coniglietto o altro, mi riferiscono quanto ho appena descritto.

Allora mi soffermo sulla parola animale: ha una radice preziosa questa parola ANIMA.

Essi corrispondono ad un ordine biologico ed istintuale, che funge per loro da orientamento per la salvaguardia della specie, senza troppi condizionamenti disfunzionali. Hanno un radicato senso  di branco e di territorio e godono di emozioni primarie.

Si muovono nella loro vita attraverso il sentire.

Un conto è arrangiarsi attraverso le emozioni primarie: rabbia paura, gioia ecc..Un altro è sentire per sostenere, condividere, dare la loro presenza, amare un essere di un’altra specie.

Parlando di Lucky, simpaticamente chiamato anche Ignazio, ho capito che sa amarmi.

Stiamo parlando di amore, un amore incondizionato, non legato al giretto al parco, non legato alla pappa ( tutto riconducibile alle emozioni primarie), ha sviluppato, come tanti altri, il senso dell’amore per come può, chiaramente.

Nei miei dubbi, nella mia tristezza e nella mia stanchezza lui arriva e non mi chiede nulla, mi dona la sua presenza i suoi occhi su di me, vigila e diventa forte per me.

Com’è possibile tutto questo?

Gli animali hanno una loro coscienza e come noi umani hanno uno scopo nel pianeta terra.

Quelli domestici, più vicini a noi umani, hanno imparato ad interagire con noi, hanno accresciuto il loro bagaglio emotivo e di linguaggio. Probabilmente per un retaggio di branco ma la differenza è che sanno amare incondizionatamente.

Ampliando il discorso, per un attimo tralasciando il loro codice biologico istintuale, sono delle vite purissime, innocenti che, come ho fatto io e sta facendo la maggior parte della popolazione terrestre, li stiamo includendo nelle nostre vite come fossero dei familiari, più di amici, più di fratelli, più di tutto ciò che si possa immaginare e sapere, stanno diventando familiari dell’anima.

Gli animali sanno amare parlando il linguaggio dell‘amore incondizionato: presenza, delicatezza,sensibilità,vicinanza, sostegno e tutto questo in un magico silenzio.

Ps Ho riscontrato che i bambini imparano a facilitare il contatto stando a contatto con gli animali, imparano a prendersi delle responsabilità conoscendo i bisogni di un animale, imparano l’amore incondizionato e il rispetto del limite dell’altro.

-Grazie Lucky, grazie Spike, Grazie Ubaldo,Grazie Tarta e Ruga, Grazie Banny, Grazie Napoleone, Grazie Mafalda, Grazie a Bio grazie ad Elettrico ( e tutti i loro fratellini e genitori)..Grazie a Libero. grazie a tutti i miei ” Piccoli amici” che mi hanno insegnato e dato tanto. (  cani, gatti, uccellini, tartarughine, coniglietti, criceti, lumachine che sono stati con me)-

Francy da bimba ad adulta

 

Categorie: Pensieri

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